Transcripción de los discursos de Juan Pablo II dirigidos a los participantes de los Encuentros UNIV
1985, 7 APRILE, CORTILE DI SAN DAMASO
Volevo dirvi a braccio poche cose perché vi ho parlato già tante volte
nel corso di questi incontri, a cominciare da sabato al Laterano, poi
la domenica della Palme e di nuovo oggi. Penso di avervi già detto abbastanza,
non si deve esagerare.
Una cosa mi ha toccato e mi ha fatto essere un po' triste: mi hanno
detto che quella lettera che ho scritto ai giovani è abbastanza lunga.
Se lo dite voi dell'UNIV, che cosa diranno gli altri? Ma anche io penso
che forse è un po' lunga: in ogni caso, prima deve essere letta, poi
si dirà.
Vi vedo molto volentieri qui a Roma e dappertutto perché dovunque io
vado incontro giovani che gridano: UNIV, UNIV, viva il Papa!. I tedeschi
invece gridano: Papst Johannes Paulus II wir sind andeiner Seite!. Sì,
io faccio diverse visite a questi Paesi: adesso mi preparo a fare una
visita in Benelux. Non so se voi vi trovate anche là, credo che alcuni
di voi saranno a Lovanio e vedremo che cosa diranno.
È un'idea molto buona fare ogni anno a Roma questa riunione internazionale
di studenti di tutto il mondo, e poi è una buona circostanza per voi
incontrarvi così e cantare insieme: è una grande gioia; per me è una
grande gioia.
Vi ringrazio per questa visita come per la vostra partecipazione a tutta
la settimana iniziata con l'assemblea dei giovani e che si conclude
adesso con questo incontro ormai tradizionale qui a San Damaso. Voglio
darvi una consegna per le vostre famiglie, per i vostri genitori, per
i vostri fratelli, per le vostre sorelle: salutate tutti, abbracciate
tutti. Se vi sono dei piccoli, potete anche baciarli dicendo: Ecco,
il Papa ti bacia. Poi i vostri colleghi, i vostri amici nelle università
dove studiate; anche i vostri professori, come alcuni che vedo qui.
Tutti questi saluti li voglio trasmettere, tramite voi, in tutto il
mondo, perché voi siete veramente di ogni parte del mondo, anche di
zone molto lontane come l'Australia o il Brasile.
Sono veramente contento di avervi incontrato e di aver ascoltato i vostri
canti nelle diverse lingue. Sono particolarmente contento di questa
unità che esiste tra voi, unità dei diversi Paesi, dei diversi popoli:
durante questo incontro romano voi cercate in modo speciale di comprendervi.
Spero che voi siate uniti anche al Papa e uniti a Cristo: siete uniti
a Cristo e volete essere in questo mondo i suoi discepoli, i suoi apostoli.
Questo è il momento della sera pasquale; sappiamo bene che in questo
momento Cristo Risorto è tornato nel cenacolo senza che si aprissero
le porte. È entrato e ha detto agli Apostoli che erano ancora impauriti
e un po' confusi: «Pace a voi». Poi, ha lasciato loro questa consegna
splendida: «Ricevete lo Spirito Santo». E poi ha detto che con questo
dono dello Spirito Santo dovevano assolvere i peccati. Cristo ha dato
loro il potere di rimettere i peccati. So bene che voi siete molto attaccati
al sacramento della Penitenza e che cercate di mostrare le strade di
questo sacramento ai vostri coetanei, ai vostri amici, agli altri studenti,
alle altre persone. È un apostolato molto importante.
È veramente il primo dono che Cristo ha fatto e la prima consegna che
Cristo ha portato, nelle sue mani ancora trafitte dopo la Risurrezione,
ai suoi discepoli, ai suoi apostoli. È stato questo, perché questa è
la vera liberazione, la più fondamentale: non si può portare la liberazione
all'uomo se non lo si libera da quello che lo distrugge dal di dentro,
dal peccato. Cristo ha iniziato così a costruire la liberazione dell'uomo,
la vera libertà dell'uomo, tramite lo Spirito Santo, con queste parole:
«Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati, saranno rimessi».
Vi auguro di continuare con queste convinzioni e con questo apostolato,
con questa catechesi, con questa evangelizzazione: così sarete sempre
più liberi, perché in Cristo siamo liberi. Gesù ha detto: «La verità
vi farà liberi», sarete liberi voi e farete liberi anche gli altri.
E questa è la parola che volevo aggiungere a questo nostro incontro.
Insegnamenti di Giovanni Paolo II, VIII,1, 942-944
Queremos asegurar al Papa que sus palabras serán meditadas durante toda esta semana; su mensaje ha sido siempre el punto culminante del UNIV.
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