O Papa
e o
UNIV


Transcrição dos discursos de João Paulo II dirigidos aos participantes dos Encontros do UNIV

1994, 29 MARZO, AULA PAOLO VI

Carissimi Fratelli e Sorelle!
«Se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con Lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più» (Rm 6,8-9). Ci avviciniamo al cuore della Settimana Santa e queste parole dell'Apostolo offrono alla nostra riflessione una guida densa e ricca di applicazioni.
Carissimi professori e studenti di tante università del mondo intero: il vostro consueto Congresso UNIV a Roma è quest'anno segnato da una tonalità particolare per la recente scomparsa del vostro amatissimo Prelato, Mons. Alvaro del Portillo, che il Signore ha chiamato a Sé al termine d'una lunga ed attiva esistenza. Mentre assicuro ancora una volta la mia preghiera per la sua anima, rinnovo al Vicario Generale, Mons. Javier Echevarría, che ringrazio per le parole poc'anzi rivoltemi, ed all'intera Prelatura dell'Opus Dei sentimenti di partecipe cordoglio e di affettuosa solidarietà. Sono imperscrutabili i disegni della divina Provvidenza, ma sempre ricchi di misericordia per quanti confidano nel Signore.
Il tempo liturgico che stiamo vivendo ci aiuta a meglio capire il mistero dell'amore misericordioso di Cristo, mistero di salvezza e di vita per i credenti. A voi, qui convenuti per rivivere nel cuore della cristianità, accanto a Pietro, la morte e risurrezione del Redentore, vorrei dire: nel raccoglimento interiore, lasciate che Gesù vi prenda e vi immerga nel suo dolore, nella sua morte, nella sua infinita carità. Vivete, nell'incontro sacramentale con Cristo ed intensificando l'orazione e la penitenza, il mistero eloquente della sua Passione e della sua morte. Egli vi unirà alla sua Risurrezione.
Il pensiero corre ai luoghi della Terra Santa, a Gerusalemme, dove il Signore abbracciò con ineffabile trasporto la Croce. Nella recente Lettera alle Famiglie ho ricordato l'affermazione di Pascal, secondo cui «Gesù sarà in agonia fino alla fine del mondo» (n. 22): non solo in quella terra, lacerata da tensioni e ancora intrisa di sangue, ma in tante aree del mondo, in tante persone, in tante famiglie, Gesù è oggi in agonia. Ed io vi auguro, carissimi, che nella vostra vita e, attraverso di voi, nella vostra famiglia e nei vostri amici, Gesù risorga e porti la vera pace.
In questi giorni, il ricordo della Terra Santa è in voi legato anche alla persona di Mons. Alvaro del Portillo. Prima di chiamarlo a Sé, infatti, Iddio gli ha concesso di compiere un pellegrinaggio nei luoghi dove Gesù trascorse la propria vita terrena. Sono stati giorni di intensa preghiera che lo hanno unito strettamente a Cristo e quasi lo hanno preparato al definitivo incontro con la Santissima Trinità.
Nel ricordo di questo «servitore buono e fedele», e nello spirito della Settimana Santa, possa ciascuno di voi intensificare il suo impegno al servizio del Vangelo e diffondere l'annuncio della salvezza mediante la propria quotidiana testimonianza cristiana.
Carissimi! Il tema del vostro Congresso è «Famiglia e Sviluppo». Come ben sottolinea il Beato Josemaría Escrivá, la santificazione personale è inseparabile da quella della famiglia. La famiglia è infatti «la via della Chiesa», come ho scritto nella recente Lettera alle Famiglie che v'invito a meditare attentamente. Occorre fare della famiglia il cuore della nuova evangelizzazione alle soglie del Terzo Millennio.
Il cristiano non ignora gli ostacoli che si frappongono all'evangelizzazione del nucleo familiare. Ma la Risurrezione di Cristo è per lui fondamento di una speranza così viva (cfr. 1 Cor 15,19-20) da diradare per sempre le insidie che provengono dall'esperienza dell'umana debolezza. La fede ci assicura che Gesù risorge in ciascuno di noi. «L'amore (...) possiede la capacità di curare simili ferite (...). Tale capacità dipende dalla grazia divina del perdono e della riconciliazione, che assicura l'energia spirituale di iniziare sempre di nuovo» (Lettera alle Famiglie, 14). Ed a voi ripeto: «Non abbiate paura dei rischi! Le forze divine sono di gran lunga più potenti delle vostre difficoltà! Smisuratamente più grande del male che opera nel mondo è l'efficacia del sacramento della Riconciliazione (...). Molto più incisiva della corruzione presente nel mondo è l'energia divina del sacramento della Confermazione (...). Incomparabilmente più grande è, soprattutto, la potenza dell'Eucaristia» (ibid., 18).
Carissimi, vi auguro che in questa Settimana Santa, aiutati dalla grazia, possiate maturare dentro di voi le disposizioni necessarie per trasformare la vostra esistenza in una testimonianza tangibile della Risurrezione. Fiduciosi della presenza del Cristo Risorto fra voi, siate testimoni coraggiosi del suo Vangelo nel mondo di oggi. In questo vi guiderà il Beato Josemaría Escrivá che nella sua vita cercò di essere fedele strumento della missione che il Signore ha affidato alla Chiesa. In tale missione, la cristianizzazione della vita familiare — non dimenticatelo — costituisce uno degli aspetti più attuali e di maggior rilievo. Infatti, la famiglia si trova «al centro del grande combattimento tra il bene e il male, tra la vita e la morte, tra l'amore e quanto all'amore si oppone. Alla famiglia è affidato il compito di lottare prima di tutto per liberare le forze del bene» (Lettera alle Famiglie, 23). Perciò, di tutto cuore, vi affido alla protezione di Maria, Madre del Bell'Amore affinché vi ottenga da Dio l'amore vero, l'amore bello che, in quanto «dono della persona alla persona, deve provenire da Colui che è Dono Egli stesso e fonte di ogni dono» (ibid., 20).
Cari amici, in questi giorni santi, la vostra riflessione su «Famiglia e Sviluppo» raggiunge il cuore stesso della nostra fede: l'ascesa di Gesù fino al Calvario e la sua Risurrezione nella gloria mostrano dove si trova la radice profonda della mutua donazione dei membri di ogni famiglia, della loro capacità di superare ogni prova e della loro comunione di amore, di amore umano che riflette l'amore creatore e salvifico di Dio.
Esprimo l'ardente desiderio che questa Settimana Santa, vissuta in unione intima con Cristo sofferente e vittorioso, sia per tutti voi un tempo di intenso rinnovamento e di conferma nel vostro impegno per portare il messaggio del Vangelo nelle realtà del mondo di oggi. «Come il Padre ha mandato me, così Io invio voi» (Gv 20,21): questo è il motto della prossima Giornata Mondiale della Gioventù che celebreremo a Manila. In questa prospettiva, vi invito ad assumere la sfida di diventare apostoli efficaci di Gesù Cristo, adesso e per il terzo millennio. Il mondo ha bisogno della testimonianza della vostra fede, della vostra santità, del vostro entusiasmo giovanile e della vostra generosità. Voglia lo Spirito Santo compiere tutto questo in ognuno di voi!
Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XVII,1, 837-841

Ao Papa

Queremos assegurar ao Papa que suas palavras serão meditadas durante toda esta semana; sua mensagem foi sempre o ponto culminante do UNIV.

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