Che
cos’è
l’UNIV?


 

Intervista con il Prof. Umberto Farri

Umberto Farri (1928-2006) promosse il primo Congresso UNIV nell’anno 1968 a Roma e collaborò a tutte le edizioni successive di questo incontro internazionale di universitari, fino all’anno della sua scomparsa. Nell’anno 1966, con altri professionisti del mondo universitario, creò l’Istituto per la Cooperazione Universitaria (ICU), del quale fu Segretario Generale fino al 1996 e Presidente fino al 2006. Ricevette numerose onorificenze, tra cui: la laurea honoris causa in Scienza dell’Educazione presso l’Università di Piura (Perù, 1994), la cittadinanza onoraria di Canton (Cina, 1996), la nomina a Cavaliere del Lavoro da parte del Presidente della Repubblica Italiana (2004).

Migliaia di universitari dei cinque continenti impararono da Umberto Farri l’idea che vale la pena di dedicarsi al servizio della società, iniziando dai più bisognosi, attraverso il lavoro e lo studio. Morì il 13 ottobre 2006 a Roma, all’età di 78 anni. Durante tutta la sua vita aiutò disinteressatamente un grande numero di persone. Molte di esse, all’apprendere la notizia della sua scomparsa, manifestarono la loro gratitudine e parteciparono al funerale.

 

Qual è, in sintesi, l'obiettivo e l'origine degli Incontri UNIV?

Gli Incontri UNIV, promossi dall'Istituto per la Cooperazione Universitaria, sono nati nel 1968 per offrire soluzioni positive alla crescente protesta studentesca. Il malessere degli universitari, studenti e docenti, di fronte all'improvviso e consistente aumento della popolazione studentesca, la crisi delle strutture e soprattutto la richiesta di un rapporto diverso fra professori e studenti costituivano una realtà obiettiva, che affondava le radici nelle stesse trasformazioni sociali in atto in tutto il mondo all'inizio degli Anni '70. Studiare i problemi, aprire un dialogo fra le componenti della comunità universitaria, non vantare solo diritti senza pensare ad assolvere anche, e prima, i propri doveri, risultò essere ben più attraente e "rivoluzionario" di qualsiasi forma di protesta. Ciò costituì il successo degli UNIV, che è durato fino ad oggi, anno dopo anno.

Cosa può offrire a un universitario/a la partecipazione all’Incontro UNIV, a Roma?

Una forte esperienza e una notevole apertura intellettuale. Uscire dal proprio mondo e poter confrontare i nostri problemi con quelli degli altri, provenienti da realtà differenti, è spesso uno shock dagli esiti positivi. Comporta riconsiderare i propri criteri e cominciare a costruire su nuove basi più universali, più vere. Comporta una grande crescita di responsabilità.

Dopo aver visto tanti giovani, quali consigli darebbe a uno studente? E a un professore?

In genere non mi piace molto dare consigli. Penso che sia più rispettoso delle persone dare consigli quando queste lo richiedono direttamente. Allora la circostanza è certamente più precisa e ciò consente una risposta pertinente.
Comunque, per non deludere e senza contraddire quanto ho appena affermato, potrei dire: imparare ad ascoltare, per conoscere meglio i nostri colleghi, i nostri amici. Solo così si può aprire un dialogo mostrando un vero interesse per il nostro interlocutore, che permetta di consolidare un rapporto e stabilire un'amicizia. San Josemaría Escrivá, che era un universitario di grandi doti e che non mancherà mai di stimolare le attività congressuali degli UNIV, soleva sintetizzare così il livello del rapporto umano di vera amicizia: "La vera carità, più che nel dare, consiste nel comprendere".
Penso che i giovani, e forse in particolare gli studenti universitari, cercano qualcosa di grande, per cui valga la pena di impegnarsi. Forse il problema è che nessuno propone loro delle "idee madri": idee che sono prima di tutto da studiare e sulle quali, in un secondo momento, confrontarsi.


Quali sono secondo lei le sfide principali dell'università in questi tempi?

Anzitutto mantenere il ruolo che ha sempre avuto in questi ultimi 9 secoli. Esso oggi deve estendersi, per incorporare le caratteristiche delle grandi trasformazioni culturali, scientifiche, tecnologiche e sociali allo spirito universitario. E' soprattutto questo spirito che guida gli uomini alla scoperta delle loro capacità di conoscere il vero, nel giusto rispetto della libertà. E perché questo avvenga è necessario che la vocazione universitaria trovi sempre nuovi animi disposti a incarnarla, e che si trovino veri maestri davvero capaci di trasmettere uno spirito di servizio alla società.


Se si può dire così, a cosa pensa sia servito nella sua vita il tanto tempo dedicato agli universitari?

A mantenermi al corrente dei problemi dei giovani. E a rimanere giovane.

 
Santa Maria della Pace

La Prelatura dell'Opus Dei organizza attività di formazione cristiana di complemento al programma generale.

 

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