Trascrizione dei discorsi rivolti dai Pontefici ai partecipanti agli Incontri UNIV
1988, 3 APRILE, AULA PAOLO VI
Il Papa vive molto volentieri con gli studenti dell'UNIV ma deve vivere
anche con l'orologio, e l'orologio è intransigente. Vi ringrazio per
questo incontro, per questo vostro bel programma internazionale, vi
ringrazio anche per la vostra riunione in Roma, che ormai è la ventunesima.
Non voglio farvi un discorso. Ma voglio soltanto dirvi che questo vostro
tema, «Progresso e Dignità», così come l'avete ideato e realizzato è
molto ben indovinato perché, forse, non volendo, si è indirettamente
collegato col punto nodale della mia ultima Enciclica Sollicitudo rei
socialis. Questa Enciclica non solo cerca di descrivere le situazioni
del mondo sotto l'angolazione del progresso così come viene concepito
generalmente soprattutto con i criteri economici, ma in essa si trova
soprattutto una analisi di fondo di ciò che significa la parola progresso;
di quel che dovrebbe essere il progresso, il progresso veramente umano.
Ed è proprio qui che incontriamo la categoria, la dimensione della dignità.
Il vero progresso umano è progresso della dignità. Tutti i fattori esterni
del progresso dell'umanità, in tutte le dimensioni e sotto tutti gli
aspetti, devono servire questa finalità principale e prioritaria. Se
non c'è progresso della dignità dell'uomo, non c'è progresso.
Vi lascio questo primo pensiero per una vostra ulteriore riflessione.
Voi siete studenti e dovete fare quindi le ricerche. Vi lascio così
un tema per la vostra ricerca. «Progresso e Dignità» sono temi ancora
aperti.
Un secondo pensiero voglio affidarvi ed è la circostanza in cui questa
Enciclica sociale è stata pubblicata: l'Anno Mariano. Vi rivolgo di
nuovo una domanda, invitandovi a riflettere. È stata soltanto una casuale
circostanza o qualcosa di più? Vi lascio questa domanda per la vostra
riflessione. Ma, per anticipare un po' questa riflessione, vorrei dirvi
che la Madonna appartiene organicamente ed essenzialmente a quel progresso
umano che si chiama la storia della salvezza. Dal punto di vista della
nostra fede non c'è progresso umano se non è un progresso nella salvezza.
Se abbiamo questa visione della nostra storia, allora possiamo affermare
che non c'è progresso senza Maria.
Su queste verità forse pensiamo poco. Ma voi siete giovani, e potete
ancora pensare molto. Vi lascio allora questi temi di riflessione, che
non sono semplicemente temi di riflessione. Sono temi per la vostra
prassi, per la vostra vita, per la vostra esistenza, per la vostra visione
del progresso.
Vi auguro una buona continuazione e, a Dio piacendo, anche un buon ritorno
a Roma.
Insegnamenti di Giovanni Paolo II, XI,1, 820-821
Le parole che il Papa rivolge all’UNIV sono sempre il punto culminante dell’incontro di ogni anno. Giovanni Paolo II ci sorprende sempre: ci sa sfidare, incoraggiando ciascuno a fare della propria vita qualcosa di grande.
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