Trascrizione dei discorsi rivolti dai Pontefici ai partecipanti agli Incontri UNIV
1982, 11 APRILE, CORTILE DI SAN DAMASO
Pensando a quanto avete detto mi è venuta alla mente una riflessione
che, probabilmente, è anche collegata all'avvicinarsi della mia visita
in Inghilterra. È di uno scrittore inglese che, guardando Londra — una
grandissima città che, come molte altre grandi città, andava scristianizzandosi
— e pensando a questo, così pregava il Signore: «Dammi dieci santi,
e cambierò questa città».
Mi avete parlato dei vostri colleghi che non hanno interesse per le
questioni spirituali, religiose, etiche, e vivono con superficialità.
La risposta a questo si trova nella parabola del lievito e della massa:
il lievito cambia la massa, la fa crescere e diventare pane. Io penso
che voi, avendo ricevuto la grazia di una più matura vocazione cristiana,
più profonda, potete certamente continuare ad agire come il lievito
nella massa.
Voi potete essere dunque come lievito nella massa, come quelli che sono
capaci di cambiare anche le grandi metropoli, le grandi città, i grandi
ambienti intellettuali, e possono portare un futuro migliore, perché
nella realtà umana tutto si fa tramite l'uomo, è l'uomo a fare. Certamente,
se l'uomo viene portato dalla forza di Dio, nella Grazia di Dio, se
cammina insieme con Lui, è capace di cambiare il mondo. Vi auguro di
cambiare il mondo, di migliorare il mondo. L'ultima parola di questo
UNIV sia questo augurio: di migliorare il mondo.
L'Osservatore Romano, 13-IV-1982
Le parole che il Papa rivolge all’UNIV sono sempre il punto culminante dell’incontro di ogni anno. Giovanni Paolo II ci sorprende sempre: ci sa sfidare, incoraggiando ciascuno a fare della propria vita qualcosa di grande.
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