Transcriptions of the Addresses Given by Pope Paul VI to the Participants of the UNIV Encounters
6 Aprile 1977, Aula Nervi
Una parola, che il divino Ufficio quaresimale ci ha fatto ripetere
più volte, suona così: «Oggi se udrete la sua voce (e vuol dire la voce
del Signore), non vogliate indurire i vostri cuori». Non è sola l'esortazione
del Salmista; si nota nella Bibbia una raccomandazione insistente per
farsi ascoltare, per farsi capire. Si vede che dall'attenzione che gli
uomini prestano alla voce divina dipende la loro fortuna; e si vede
invece che gli uomini sono restii ad accogliere l'invito religioso e
quasi ne temono l'incanto e il comando.
Dio parla; chi lo ascolta? Anche nel piano della divina rivelazione
l'uomo resta libero; egli deve fare ciò che può per venire a contatto
con il Pensiero divino. La voce divina risuona; la comprende chi vuole
comprenderla. Un fenomeno naturale, quello della radio, ci dà un'immagine
di questa legge della divina conversazione: pensate alla carica immensa
di voci diversissime che riempiono l'atmosfera; le comprende soltanto
chi sa mettere il proprio apparecchio in fase di ascoltazione. L'analogia
serve al caso nostro. La liturgia della Settimana Santa vuole essere
come una voce del Signore: se oggi questa voce si fa sensibile ai nostri
cuori, non siano questi chiusi e indifferenti alla voce divina. Chi
sa che cosa vuole Gesù sacrificato e Gesù risorto da ciascuno di noi?
Quale decisivo individuale segreto?
Con grande affetto Noi accogliamo oggi i tremila studenti riuniti dall'Istituto
per la Cooperazione Universitaria in occasione del tradizionale Convegno
annuale: la vostra presenza ci rallegra particolarmente.
Innanzitutto, Noi vi auguriamo una grande e rinnovata gioia spirituale,
invitandovi a contemplare l'amore di Cristo nella sua Passione e la
forza della sua Risurrezione, ed a inserirvi anche nell'immensa famiglia
di credenti radunati in questi giorni a Roma.
Cari amici, ci congratuliamo con voi perché volete «fondare il futuro»
— questo è il tema del vostro convegno — su basi solide, provate, generose
e lucide! L'uomo possiede un certo numero di esigenze per il suo sviluppo
integrale, che costituiscono allo stesso tempo dei punti di riferimento
imprescrittibili per il cammino che ognuno intende tracciarsi.
Assumete con coraggio la vostra parte di responsabilità in un mondo
universitario che conosce tante convulsioni, ma dove le proposte costruttive
sono ancora troppo poche. Nessuna ideologia vi deve asservire, né vi
può far perdere il senso della giustizia, della verità, dell'amore universale,
della solidarietà tesa al bene comune di tutte le classi sociali. Senza
tali valori infatti sarebbe vano aspettarsi qualche progresso duraturo.
Coloro che hanno fede in Cristo sanno che la sua verità ci rende liberi
(cfr. Io. 8, 32), e che il suo disegno di amore ci permette di costruire
sulla roccia (cfr. Matth. 7, 24).
Non dimenticate nemmeno che il servizio alla società, che renderete
attraverso la vostra professione di domani, richiede una competenza
seria ed una cultura allo stesso tempo profonda e specializzata, e pertanto
vi impegna ad uno studio intenso: è una questione di lealtà. Meritatevi
la fiducia che si pone su di voi.
Un'ultima considerazione ancora: il futuro non può ignorare le sue radici.
Approfittate del vostro soggiorno qui per scoprire, nell'arte e nella
storia della Roma cristiana, le testimonianze di coloro che hanno saputo
mettere — o piuttosto accogliere — la bellezza, la carità, la fede,
la santità nel cuore delle loro esistenze e dei loro progetti! Ascoltate
i loro appelli permanenti per la vostra felicità, per la vostra salvezza,
anche per quella dei vostri fratelli. Con la nostra cordiale Benedizione
Apostolica.
Insegnamenti di Paolo VI, XV, 318-321 (il testo in corsivo è una traduzione
dell'originale in lingua francese)
We want to assure the Pope that his words will be the subject of our reflections throughout this week; his messages have always been the high point of UNIV congresses.
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